tenuta vasadonna
3.200 ulivi
Una storia familiare
lunga un secolo
enuta Vasadonna nasce da un oliveto acquistato alla fine degli anni Sessanta dal padre dell’attuale proprietario: circa 500 piante, disposte in modo irregolare e inserite in un sistema agricolo ancora non specializzato. Da quel nucleo originario è iniziato un percorso di trasformazione che ha portato alla creazione di un oliveto più strutturato, oggi esteso su circa 15 ettari con 3.200 ulivi, alle pendici dell’Etna. Il progetto conserva il legame con la storia familiare e con l’antico Feudo Moncada, ma guarda alla qualità attraverso un lavoro continuo di aggiornamento delle pratiche agricole.
agricolture
contemporanee
Le conoscenze ricevute dal padre e dal nonno non sono state semplicemente replicate, ma adattate alle esigenze attuali. La potatura annuale è rimasta centrale, passando però dal vaso tradizionale al vaso policonico; la visione biologica è stata mantenuta utilizzando prodotti di nuova generazione, mentre per il controllo della mosca dell’olivo si è passati dai vecchi sistemi con acqua e sardine all’impiego del caolino. Anche la lavorazione del terreno è cambiata, privilegiando interventi meno profondi con vibrocoltivatori.
A questa cura in campo si aggiunge una gestione rigorosa della raccolta e della trasformazione: le olive vengono raccolte a mano all’inizio dell’invaiatura, sistemate in cassette forate e portate rapidamente al frantoio, dove l’estrazione avviene a freddo entro 24 ore dalla raccolta. L’olio viene poi conservato in acciaio inox, con azoto e temperatura controllata.
Un paessaggio
chiamato casa
l paesaggio e i terreni di Contrada Serra o Cucca, a Belpasso, sono da sempre vocati all’olivicoltura e incidono sia sulla qualità dell’olio sia sulla vigoria delle piante. Ma il legame con il luogo è anche personale: tornare in azienda significa ritrovare gli stessi odori dell’infanzia, quelli delle giornate trascorse accanto al padre e al nonno, fino ad avere la sensazione che siano ancora presenti e possano vedere ciò che è stato costruito.
3.200 ulivi
Tenuta Vasadonna nasce da un oliveto acquistato alla fine degli anni Sessanta dal padre dell’attuale proprietario: circa 500 piante, disposte in modo irregolare e inserite in un sistema agricolo ancora non specializzato. Da quel nucleo originario è iniziato un percorso di trasformazione che ha portato alla creazione di un oliveto più strutturato, oggi esteso su circa 15 ettari con 3.200 ulivi, alle pendici dell’Etna. Il progetto conserva il legame con la storia familiare e con l’antico Feudo Moncada, ma guarda alla qualità attraverso un lavoro continuo di aggiornamento delle pratiche agricole.
agricolture
contemporanee
Le conoscenze ricevute dal padre e dal nonno non sono state semplicemente replicate, ma adattate alle esigenze attuali. La potatura annuale è rimasta centrale, passando però dal vaso tradizionale al vaso policonico; la visione biologica è stata mantenuta utilizzando prodotti di nuova generazione, mentre per il controllo della mosca dell’olivo si è passati dai vecchi sistemi con acqua e sardine all’impiego del caolino. Anche la lavorazione del terreno è cambiata, privilegiando interventi meno profondi con vibrocoltivatori.
A questa cura in campo si aggiunge una gestione rigorosa della raccolta e della trasformazione: le olive vengono raccolte a mano all’inizio dell’invaiatura, sistemate in cassette forate e portate rapidamente al frantoio, dove l’estrazione avviene a freddo entro 24 ore dalla raccolta. L’olio viene poi conservato in acciaio inox, con azoto e temperatura controllata.
Un paessaggio
chiamato casa
l paesaggio e i terreni di Contrada Serra o Cucca, a Belpasso, sono da sempre vocati all’olivicoltura e incidono sia sulla qualità dell’olio sia sulla vigoria delle piante. Ma il legame con il luogo è anche personale: tornare in azienda significa ritrovare gli stessi odori dell’infanzia, quelli delle giornate trascorse accanto al padre e al nonno, fino ad avere la sensazione che siano ancora presenti e possano vedere ciò che è stato costruito.